La mano sul ghiacciaio: Mer de Galce, Chamonix

Quest’estate verrà sicuramente ricordata, oltre che per la perdurante siccità che sta colpendo tutta la penisola, anche come una tra le più calde di sempre. A giungno lo zero termico si è assestato attorno ai 5000 metri cioè ben oltre la cima del monte Bianco (la vetta più alta d’Europa)!
06_ChiesettaIn questo scenario di cambiamenti climatici Stazione Treninosempre più importanti, il mio sogno di toccare un ghiacciaio diventa costantemente più problematico. Eppure ce l’ho fatta grazie ad un inaspettato regalo da parte di Marta!
Avrei piacere a raccontarvi com’è andata.
Lasciamo Annecy, il giorno prima lo abbiamo visitato insieme all’omonimo lago (il secondo per dimensioni di tutta la Francia), con il sole nascosto dietro una grigia coltre di nuvole alte. Il pullman della gita organizzata attraversa l’Alta Savoia , dinnanzi a noi si para sempre più imponente e maestosa la catena alpina. Più ci avviciniamo a Chamonix più sembra di tornare indietro in inverno, anche se in realtà siamo a metà marzo.
Purtroppo le nuvole coprono le cime del massiccio del Bianco che qui raggiungono verticalità impressionanti!
La meta di questa giornata è il Mer de Glace e lo raggiungeremo sul trenino a cremagliera che collega Chamonix a Montenvers. C’è giusto il tempo di gironzolare un po’ tra le vie del rinomato centro sciistico che è tempo di salire a bordo. Lentamente la vecchia carrozza si inerpica sul fianco della montagna, calma ma decisa.
Sono leggermente teso per via dei miei problemi di pressione ma stempero il tutto seguendo con lo sguardo le innumerevoli piste di impronte sulla neve che si snodano per il bosco.Aguille du Dru Mer de Glace Livello Anni 90
Uno sguardo a Marta, uno alla foresta, uno alla conca di Chamonix ed eccoci finalmente a destinazione.
Davanti ai nostri occhi si manifesta tutta la potenza della natura: la lingua di ghiaccio si fa largo serpeggiando fra i lati della valle, occupandola completamente!
Lo stupore, ahimè, convive con lo sconforto. Quando è stata inaugurata la ferrovia nel 1909 il “mare di ghiaccio” quasi lambiva la stazione, oggi è parecchie centinaia di metri sotto!
Per riuscire ad intercettarlo bisogna dapprima prendere una seggiovia e da lì scendere a piedi 415 scalini! Ad aumentare la presa di coscienza della sofferenza a cui son sottoposti i ghiacciai alpini, viene riportato il livello del ghiaccio ad intervalli di tot anni. Stiamo facendo una sorta di viaggio nel tempo, passo dopo passo le grotte si avvicinano e parallelamente le targhe hanno date sempre più recenti. In realta la natura ci mostra senza filtri quello che c’era un tempo: i fianchi della vallata, soprattutto sul versante opposto a quello su cui ci stiamo muovendo, sono ricoperti da una coltre impressionante di detriti! Dai piccoli ciottoli a veri e propri massi, la morena del Mer de Glace è tutto ciò che rimane dell’antica grandezza!
Nonostante tutto, però, il ghiaccio è ancora vivo e non manca di farcelo sapere con frequenti schiocchi provenienti dai crepacci più profondi.
Grotta18238597_10213138120315805_3892735226019051922_oTerminata la lunga scalinata ecco che si giunge al livello dell’entrata per le grotte scavate direttamente nell ghiaccio vivo. Il momento è arrivato. Manca ancora qualche passo lungo la passerella ma lo stupore mi ha già pervaso. Dal bianco sbucano delle lingue di colore azzurro intenso. Istantaneamente ci si accorge che quella è la vera anima del ghiacciaio, ancora coperto di neve caduta durante l’inverno. Quasi tremolando sollevo la mia mano e la appoggio sulla massa lucida. Un brivido mi percorre ma non è il freddo, è quello che si prova quando un sogno si concretizza. E’ strano come mi senta ancora più piccolo dinnanzi alla natura.
Fin dal 1946 viene scavata una grotta all’interno del ghiacciaio. Ci addentriamo in essa. Siamo in un’altra dimensione: la luce che passa dall’esterno viene riflessa dalle pareti lucide, tutto è di un blu intenso… I livelli di neve e detrito che negli anni sono caduti creano come una sorta di bande di diverso colore. Tutto è sospeso nella massa del ghiaccio, compresi ciottoli che paiono immersi nella glassa e che non riesco a non domandarmi quanti secoli addietro possono essere stati “catturati”!
L’illminazione artificiale di varii colori amplifica la sensazione onirica mentre osserviamo le varie sculture che sono state forgiate con la materia glaciale: un orso, un piccolo caminetto ed altri arredi casalinghi.
Si è fatta l’ora di tornare indietro. Chissà per quanto riusciremo ad assistere a spettacoli del genere…  Si dice che sono cicli, e molto probabilmente ci sarà un tempo in cui i ghiacciai torneranno ad espandersi ed a scendere per le valli.
Il “mare” avrà una nuova primavera o meglio, perdonate la battuta alquanto di bassa lega, inverno. Ma i tempi dell’uomo non sono quelli della natura, oggi torno a casa con il cuore malinconico. Eppure… l’ho toccato! E non lo dimenticherò mai!
Mer de Glace