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Sentiero dei Misteri, Pieve Ligure

Il sole brilla quasi accecante, il mare fa a gara con il cielo a chi si avvicini di più al cobalto. Una bella giornata invernale in Liguria.
Lo scooter segue le curve dell’Aurelia con scorci mozzafiato sul Golfo Paradiso fino alla deviazione per Pieve Alta.
Salgo tra ville e villette fino alla chiesa.
Qui d inizio febbraio, sulla piazzetta centrale, si tiene la Sagra della Mimosa! Per l’occasione tutto si colora del giallo intenso dei fiori di questa pianta… Uno spettacolo per gli occhi a cui abbiam assistito più di una volta io e Marta. Consigliata!
Neanche fatto il primo passo che già vedo la meta di oggi: la pieve di Santa Croce!
Posso solo immaginare cosa si vedrà da lassù…
La primissima parte di escursione si svogle tra le case su asfalto.
Si imbocca via XI Febbraio accanto alla chiesa per poi seguire la strada per Pieve Altissima, ma il panorama è così bello che non dà alcun fastidio! I colori della Riviera iniziano già ad accendersi con le prime fioriture: un enorme cuscino di margherite gialle ai margini di un uliveto… prova a competere con il sole!
Giungo ad un pannello che segna l’inizio del Sentiero dei Misteri e ci spiega anche il perchè di questo nome: come in una sorta di ascensione mistica incontreremo 4 edicole dedicate ai Misteri della Passione di Cristo, il quinto sarà la pieve stessa di Santa Croce!
Bisogna dire che la salita a tratti è ripida e sotto questo sole rimane piacevole ma nel periodo caldo deve essere… un calvario!
La fatica però è ampiamente ripagata dal panorama che si apre sempre di più alle nostre spalle ma di questo ne parleremo tra poco.
Appena prima della vetta mi si para davanti un lungo colonnato naturale fatto di pini… Un qualcosa che non mi era ancora mai capitato di vedere! Il vento da nord, responsabile dell’ottima visibilità, inizia a farsi sentire prepotente ma è come se questo rafforzasse l’idea di un’impresa epica! Giornate così mi danno una carica unica!
Infine eccomi a Santa Croce… Un balcone naturale sulle Riviere!
La tramontana è furente, il mio sguardo lascia che lo trasporti lungo quei crinali che si gettano in mare, e poi laggiù fino alle bianche Alpi Marittime e di nuovo fino Portovenere… In un tripudio di luce e colori! Cosa non è questa terra!
Alle mie spalle il borgo di Teriasca, le cime del Caucaso e Ramaceto che spuntano da lontano. Molto più vicina quella, coperta da scheletri di pini vittime d’incendio, del Cordona.
Su tutti i versanti dal Fasce a qui sono evidenti i segni degli strati calcarei che compongono questo massiccio, ancor più evidenti sul monte Possuolo grazie all’erba bassa!
Respiro il più possibile tutta questa bellezza mentre mi siedo su uno dei tanti tavoli con panca. Qui in vetta c’è anche un piccolo rifugio incustodito che però è tenuto veramente bene al suo interno! Sono piacevolmente sorpreso!
Per scendere scelgo la via direttissima che segue il crinale (l’opzione più comoda sarebbe stata passare da San bernardo ma il vento inizia a diventare fastidioso), è come se fossi su uno scivolo erboso tanto che temo di rotolare fino a Bogliasco se non presto attenzione!
D’improvviso il sentiero spiana e mi ritrovo su un balcone tra i vecchi uliveti sorretti dai muretti a secco ed il mare…
Un ultimo assaggio di antiche emozioni e bellezza quando mi si para davanti Pieve Ligure, ed alle spalle il promontorio di Portofino, illuminati dalla luce del tramonto! Resto senza parole.
In poco tempo rientro in paese chiudendo l’anello!
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