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Costapianella, Val Pentemina

La primavera ha appena iniziato a “fare sul serio”. Gli alberi da frutta sono carichi di fiori, l’erba sui prati è di un verde quasi fluorescente mentre il nostro scooter si inerpica lungo la strada che da Bromia risale la Val Pentemina. L’asfalto finisce molto presto, appena dopo il Ponte Nero, da qui sarà sterrato per almeno un paio km. Un solo aggettivo si addice a questo luogo: selvaggio.
Tra noi ed il torrente Pentemina nessuna protezione, solo un salto di un centianio di metri!
La strada torna asfaltata, superiamo il bivio per l’agglomerato di nuclei che compongono il Rione di Carsegli e proseguiamo verso Pentema.CostapianellaCappella San Rocco
D’improvviso, presso un piccolo spiazzo ecco il cartello che indica l’inizio del sentiero per la nostra meta: Costapianella!
In circa 20 minuti la vecchia mulattiera, circondata da alcuni castagni secolari, sale finchè  un bagliore chiaro si staglia tra le foglie: la cappella di San Rocco.
L’edificio è stato recentemente restaurato dalle persone che un tempo vivevano nel paese, seppur magari solo nel periodo estivo, perchè sul prato antistante veniva allestita una festa con balli e canti nel giorno dedicato al santo!
Dobbiamo ringraziare il desiderio di mantenere il ricordo di quei giorni se la cappella versa in ottime condizoni!
La mulattiera prosegue seguendo la linea del crinale, in questo tratto pianeggiante, passando prima accanto al vecchio trogolo e poi insinuandosi tra le case.
Purtroppo, come spesso accade, le stanze sono spoglie di qualsiasi arredo ed è evidente la frequentazione da parte di squadre di softair: ci son pallini ovunque! Non capirò mai la mania di andare a distruggere questi luoghi
CostapianellaCostapianellaLe case della parte più bassa hanno i segni di un utilizzo (e cura) più recente nel tempo: l’intonaco è “fresco” e paiono rinforzate in cemento armato!
Addirittura un edificio ha ancora le impalcature esterne, probabilmente i proprietari avevano iniziato qualche lavoro che però è stato lasciato a metà!
In presenza di un secondo piccolo trogolo, ancora funzionante fino alla recente alluvione del 2014, la via si biforca.  Qui è chiaro motivo del nome dato al paese: siam su una sorta di terrazzo naturale… Tutto intorno a noi i ripidi versanti del monte Penzo (raggiungibile seguendo la mulattiera le cui condizioni però non abbiam verificato)!
In testa al paese, muovendovisi con estrema attenzione, ci son gli edifici che regalano gli spunti più interessanti: le murature interne sono in pietra ed addirittura in uno è possibile osservare un piccolo runfò (antica cucina) avvolto nell’oscurità data da una tenda naturale di edera che ricopre la finestra! Purtroppo la strada in condizioni non proprio agevoli e la quasi assenza di possibilità parcheggiare la macchina, se non in modo “creativo” nell’unico slargo nelle vicinanze, possono essere un disincentivo a visitare Costapianella.
Al netto delle scomodità, però, vale assolutamente la pena di esplorarla per il fascino che ancora ha! Le fatiche saranno ampiamente ripagate!
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