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Scandolaro e Canate di Marsiglia, Val Bisagno

Durante un’escursione potrà esservi capitato di scorgere su un versante boscoso un gruppo di case diroccate, oppure di passare accanto ad un casolare abbandonato…
Non so a voi ma sono luoghi che mi hanno sempre affascinato. Se volete capire di che sensazioni ed emozioni sto parlando vi consiglio di visitare il borgo abbandonato di Canate.
Il sentiero “classico” per raggiungerlo parte da Marsiglia (Bassa Val Bisagno, proprio alle spalle di Genova) ed in 45 minuti ci conduce al paese.
IMG_2664IMG_2686Il sentiero altro non è che l’antica mulattiera che collegava i due paesi e che, in questo primo tratto, si snoda sinuoso come un serpente nel castagneto. I suoni del bosco ci accompagnano lungo la discesa fino superare un ponte di legno sul Rio Canate. Giungiamo così a Scandolaro, un piccolo nucleo di case ormai avvolto dalla boscaglia.
Il nome probabilmente deriva da “scandole” che erano le antiche “tegole” costituite di corteccia di castagno con cui venivano ricoperti i tetti delle abitazioni dell’entroterra. Personalmente trovo l’interno della palazzina più grande di una bellezza unica: giochi cromatici sul rosso e l’azzurro che da soli meritano la visita fino a qui.IMG_2700
Da questo punto il sentiero sale ripido tra il bosco misto fino ad una sorta di balcone naturale che si affaccia su Canate e sull’Alpesisa che svetta alle sue spalle.
[ATTENZIONE: le costruzioni sono tutte pericolanti, cercate di non entrarvi dentro o fatelo ma per il meno tempo possibile]
La fondazione di Canate risale al XII secolo.
Nonostante fosse servito dalla corrente elettrica dagli anni ’30 e l’acqua fosse assicurata da un trogolo al centro del paese (tutt’ora in buone condizioni e sgorgante acqua fresca), il borgo è stato abbandonato quando, negli anni ’50, la strada si è fermata a Marsiglia.
Degli interni delle abitazioni non è rimasto quasi nulla, ma esplorando le cantine ai piani terra si resta impressionati dalla quantità di damigiane, bottiglie, timi e torchi. La cultura della vite era molto praticata qui, ancora oggi si possono vedere i pali per sostenere la pianta sui terrazzamenti alle spalle del paese.
Camminando per le sue viuzze, tra le case si respira quell’aria quasi nostalgica di una vita andata persa per sempre, che ci sembra lontana secoli e secoli…
Una vita che i nostri nonni hanno vissuto!

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