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Pejo e dintorni, Val di Sole

Da molto volevo visitare il Trentino, finalmente quest’estate sono riuscito a sopperire a questa mancanza.
Una traversata molto lunga da Genova, sono tanti i mezzi che abbiamo cambiato mentre ci stavamo avvicinando alla nostra meta. Il treno che da Trento porta a Mezzana, prima tra le enormi distese di meli della Val di Non e poi risalendo la Val di Sole, non smette di regalarci scorci nuovi e per questo emozionati. Ancora un breve viaggio in corriera ed Dos dei Cembriecco che finalmente arriviamo a Peio Fonti. Un salto veloce al centro informazioni e finalmente in camera. Dalla finestra già vediamo gli abbondanti nevai in quota!
Soggiornando più di due notti in hotel abbiamo diritto alla Val di Sole Guest Card, una card che permette (tra le possibilità) di muoversi liberamente con i mezzi pubblici in tutto il comprensorio ed aver diritto a due corse (andata e ritorno) su varii impianti di risalita.
Trovo che sia un’iniziativa davero lugimirante e ne approfitteremo per tutta la vacanza!
Prima mattina, la luce tagliente illumina la nostra piccola gabina che sorvola i pascoli ancora curati e risale i fianchi della montagna, la valle sembra sempre più ampia e Peio… sempre più piccolo! Scendiamo a Tarlenta, mentre riempiamo le borracce di acqua fresca lo sguardo non può che andare al monte Vioz con il suo importante versante roccioso! Ma non è ancora il momento di fermarci, tralasciamo la funivia di Peio3000, per ora, e ci dirigiamo alla seggiovia per il Dos dei Cembri. Qui una sorpresa: prima si sale in pendenza, non appena superato lo “sperone verde” ecco che lentamente sorvoliamo questa sorta di piana puntellata di larici (o cembri che dir si voglia) nella quiete che solo la montagna sa regalare… Il silenzio è rotto unicamente dal passaggio sui tralicci dove il nostro seggiolino dondola un po’ di più!
La meraviglia non è ancora finita: mi volto ed alle mie spalle appaiono le cime delle Dolomiti del Brenta e la mole della Presanella! Sotto di noi luccicano le acque di un piccolo invaso.
Dolomi del Brenta Dos dei Gembri Presanella
Siamo oltre i 2300 metri ma nel bel mezzo di una possente ondata di caldo che fa schizzare a quasi 30°c le temperature anche in quota.
Poco distante dall’arrivo della seggiovia ci sono ancora i nevai della stagione appena terminata. Un’occasione troppo ghiotta per non approfittarne! Il mio tentativo di coricarmi sulla coltre bianca si rivela più un tuffo tanto è bagnata ma svolge in maniera eccelsa la sua funzione di refrigerante! Torniamo al laghetto ed iniza la discesa verso Tarlenta. Il sentiero scende ripido, solcato da ruscelli che spesso escono dai propri argini ed invadono il percorso. L’acqua turbolenta passa tra tappeti di piante carinvore, da noi in Liguria rare mentre qui abbondanti come una qualsiasi specie.
Non è un bel segnale, fa caldo… troppo caldo!
Cercando di evitare di percorrere le piste da sci arriviamo al rifugio Lo Scoiattolo: un ristorante self service, proprio dove arriva la telegabina presa stamattina a Tarlenta, con possibilità di mangiare su una sorta di terrazza molto panoramica.Val di Peio Un pasto decisamente gustoso ma la chicca è la panna cotta, dal sapore di latte, che ricordo ancora ora per quanto fosse buona! Insieme a noi tante altre persone gradiscono la qualità, troppe per degli orsi come me e Marta… è il momento di ripartire per allontanarsi da tutto quel vociare!
Attraversiamo un bel bosco di larici mentre eccheggia sempre più forte una sorta di boato: i ruscelli che scendono dalla montagna sono diventati dei torrenti in piena! Il caldo sta falcidiando la neve in quota. La discesa termina in una conca erbosa, qui sicuramente c’era uno specchio d’acqua ancora più grande di quello che oggi è il lago Covel.  Ciononostane non si può che goderne la bellezza con le cime delle montagne che si riflettono sulla sua superficie.Lago Covel
La pace e la serenità non riescono però a silenziare il fragore che si leva dalla valle, siam proprio curiosi di andare a vederne l’origine: in prossimità di un balzo roccioso il ruscello crea una cascata che trasmette potenza solo a guardarla!
In estate le giornate sono ancora lunghe, perchè non rientrare in albergo passando da Peio paese? Poco a monte dell’abitato c’è un cimitero austro-ungarico, con silenzio e rispetto lo visitiamo. Durante la Prima Guerra Mondiale tutta la zona è stata oggetto di grandi gesta e battaglie proprio perchè il fronte passava tra queste valli e tutt’ora ne rimangono i segni! Per preservarne la memoria si può visitare il museo allestito con tanti oggetti, testimonianze e documenti che si trova in paese. Certo sembra impossibile credere che davanti alla bellezza di queste montagne si morisse e soffrisse così tanto, questo pensiero mi martella la mentre durante tutta la visita!
Da Peio Paese si può aspettare che passi il pulmino di linea oppure fare un veloce sentiero che, passando accanto all’Area Faunistica, ci porterà nuovamente a Peio Fonti.

Ma c’è ancora un’esperienza che voglio raccontare, lasciata per l’ultimo giorno.
Da Tarlenta parte la funivia di Pejo 3000, così chiamata perchè quella è la quota che permette di raggiungere. Io ho problemi di pressione ma la vancanza è andata sempre bene e così prendo coraggio, proverò a salirci anche io.
Le porte si chiudono e con un balzo che fa sussultare il cuore ecco che la gabina si muove. Lenta ma costante, Pejo diventa sempre più piccola e lo stesso lago Covel pare una pozzanghera mentre lo sorvoliamo. Sfioriamo guglie rocciose mentre si aprono panorami sempre più ampi sul gruppo della Presanella. Sono onesto, un pochino l’ansia, un po’ l’altitudine, sento qualche fastidio ma ormai siam in ballo e balliamo. Finalmente il viaggio termina, sono arrivato a 3000 metri, ai piedi della Punta Taviela! Probabilmente è l’adrenalina ma è come se fossi in un perenne stato di eccitamento per aver raggiunto una simile altitudine. Quando mi era stata diagnosticata l’ipertensione il medico mi aveva suggerito di fermarmi a 1600 ma son passati alcuni anni, ormai la terapia mi ha stabilizzato anche se ovviamente meglio non esagerare. L’entusiasmo mi pervade e non riesco a trovare nulla che non sia eccitante e meraviglioso nonostante mi tremino un pochino le gambe. Ci troviamo nel regno della roccia viva e della neve ancora abbondante! Si respira un’aria di vera montagna, leggera e finalmente anche più fresca. Con più tempo a disposizione probabilmente se ne andrebbero anche questi piccoli fastidi ma è già l’ultima corsa e non possiamo proprio perderla!
Scendo felice come poche volte mi è capitato e, come se fosse necessario ancora aumentare questa gioia, al ristorante ci attende una cena con piatti tipici della zona. Una giornata gloriosa!