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Mulini di Tonno, Valbrevenna

TonnoTonno (918m), un piccolo agglomerato di case in una delle valli più selvagge dell’entroterra genovese: la Valbrevenna.
Il nome che dovrebbe derivare da “Tun” o “Thun”, termini in lingua ligure-celtica che indicano “luoghi abitati”.
Come in tutti gli altri borghi della valle camminando tra le sue case si respira quell’aria di un mondo che non esiste più, mondo fatto di crueze, aie, e trogoli.
Un viaggio nel tempo, ecco cosa ci aspetta arrivati alla nostra meta: i Mulini di Tonno o di Chiappa Crosa!
La partenza è proprio ad inizio paese, dove c’è il cartello che indica la direzione da prendere.
Il sentiero dapprima passa per antiche fasce un tempo coltivate, oggi in preda all’abbandono, e poi giunge in un bosco dai cui versanti spuntano qui e là rigagnoli d’acqua.
Giungiamo così ad un antico abbeveratoio ed alla così detta Fonte Moia o della salute.
Vale la pena soffermarsi ad osservare il cambio di vegetazione attorno a queste emergenze umide (Carex sp., Gentiana asclepiadea) ed abbeverarsi dalla fresca sorgente!
In prossimità della panchina allestita dal Parco dell’Antola il sentiero svolta a destra in un castagneto dove man mano che si scende i suoni del bosco sono affiancati sempre più dal canto del Rio di Tonno.Mulini di Tonno
Non appena il sentiero  arriva a costeggiare il rio, ci si parano davanti i mulini. In un attimo siamo catapultati in un altro tempo dove uomo e natura erano intimamente legati perchè il primo dipendeva completamente dalla seconda.
Siamo nel regno dell’acqua.
Acqua che ha scavato la nuda roccia, acqua unica fonte di energia che muoveva le ruote dei mulini, acqua in cui vivono delicate specie animali.
Il complesso è costituito da tre edifici: due mulini e quello che probabilmente era un granaio.
Mulini di TonnoIl mulino più grande, in riva al rio, è quello con i maggiori spunti di interesse.
Al suo interno sono ancora visibili alcune macine e l’arganello che serviva per sollevarle, mentre all’esterno oltre ad una nicchia votiva presenta un’iscrizione che ci indica la data di costruzione… 1420!
Qui le popolazioni locali hanno trasportato grano, castagne e quant’altro affinchè Rospi in accoppiamentovenissero macinati… Per oltre mezzo millennio!
Esiste anche un terzo mulino alcune centinaia di metri più a valle ma giace in condizioni estremamente precarie.
Proprio accanto ai mulini la mulattiera che collegava Tonno a Chiappa superava il rio con un ponte in legno le cui travi portanti sono ancora ben visibili e donano un tocco di “magia” in più.
Il luogo già di per se affascinante da un punto di vista storico lo è altrettanto da quello
naturalistico/paesaggistico.
L’acqua scorre direttamente su una sorta di pavimento costituito dai Calcari dell’Antola, prosegue poi attraverso cascate e laghetti nei quali si è scavata una via, e costantemente fa sentire la sua voce tra mille gorgoglii diversi.
Le acque cristalline e selvagge di questi corsi d’acqua sono ideali per la vita del Gambero di Fiume (Austropotamobius pallipes) e per l’erpetofauna, e nella stagione adeguata non è affatto difficile imbattersi in Rospi (Bufo bufo), Salamandre Pezzate (Salamandra salamandra) e Salamandrine di Savi (Salamandrina perspicillata).
I più esploratori a questo punto potranno continuare risalendo o scendendo il corso del ruscello… Sicuramente non si resterà delusi!
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06_Location Mulini di Tonno  Rio di Tonno Mulini di Tonno Rio Vallescura Mulino più a valle