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Anello della Val Gargassa

Se vi parlassi di una valle i cui versanti aridi e scoscesi si ergono su un canyon scavato nella pietra viva, credereste che stia descrivendo un luogo in Liguria? Eppure è così.
Questa è la Val Gargassa, nel Geoparco del Beigua.Val Gargassa - laghetti
Per raggiungerla bisogna seguire la strada che da Rossiglione conduce a Tiglieto, dopo pochi km vedrete il cartello per lo stadio comunale, svoltate e arriverete al parcheggio in località Gargassino che è il punto di partenza del sentiero natura della Val Gargassa. Essendo un anello il sentiero può essere percorso in due versi, personalmente suggerisco di partire seguendo il segnavia XX che conduce a Case Veirera perché fino al canyon è un crescendo di emozioni. Dopo una prima parte nel bosco, il paesaggio si apre e ci si trova a camminare a picco su placide pozze scavate nel serpentino. Dopo questo tratto esposto (attrezzato comunque con una catena metallica) rientriamo nel bosco. Il passaggio al conglomerato è improvviso: uscendo da una pineta ci si para davanti l’imboccatura del canyon!16_Canyon Immediatamente si viene catapultati in un’ambientazione selvaggia: i fianchi nudi, imponenti e scoscesi della valle si tuffano nel torrente dove il nero del conglomerato viene illuminato dai riflessi dell’acqua cristallina.
Queste rocce si sono create dalla cementificazione, in una zona lagunare o di piana alluvionale, di ingenti depositi dovuti alla forte erosione che il Bacino Ligure Piemontese (il mare che occupava l’area padana all’epoca) creava durante la sua avanzata nel Terziario (35 milioni di anni fa circa).  Non deve stupire l’aridità dei versanti della valle in questo tratto perché il colore scuro del conglomerato e la sua componente serpentinicola limitano notevolmente la possibilità di sviluppo della vegetazione. Riescono a sopravvivere solo piante estremamente specializzate come l’Euphorbia spinosa o il Cerastium utriense (endemismo delle ofioliti del massiccio del Beigua e del Gruppo di Voltri). Più si procede più la valle si restringe fino a raggiungere l’apice della spettacolarità nel tratto nuovamente a picco sul torrente: questo scorre completamente incassato tra le pareti del canyon. Raggiunto un grosso pinnacolo (Muso di Gatto) termina il canyon e bisogna guadare il corso d’acqua (attenzione perché dopo forti piogge il passaggio è molto difficoltoso).
Il sentiero ora procede in un castagneto e dopo un secondo guado siamo in vista delle Case Veirera. 05_Case VeireraGli alberi da frutto nel pianoro antistante il borgo e le poche case che lo costituiscono restano gli unici e ultimi testimoni di un passato ben più glorioso. Questo nucleo era abitato, forse solo stagionalmente, da famiglie dedite all’estrazione della quarzite, elemento fondamentale per la creazione del vetro, un’attività svolta in molte altre parti della Valle Stura e di grande importanza nel XIII° secolo.
Da qui in un quarto d’ora si raggiunge una sorgente sulfurea. Per proseguire l’anello, invece, si torna in parte indietro sul prato antistante le case e si procede verso valle senza guadare il torrente e seguendo il segnavia tre pallini gialli.
Rapidamente si sale nuovamente sul conglomerato e la vista si apre sempre più. Durante la salita salta subito agli occhi un buco nella roccia dalla forma che ricorda una signora, infatti ha il nome di Barcun dra Scignua (Balcone della Signora). 24_Barcun dra ScignùraIn poco raggiungiamo la base delle torri della Rocca Giana. Al nero del conglomerato, a cui ormai siamo abituati, si affianca l’arancione acceso dei licheni (Xantoria parietina)  creando un gico di contrasti cromatici molto affascinante.
Dopo un passaggio abbastanza esposto, breve ed attrezzato con catena, consiglio di abbandonare il sentiero per raggiungere in pochi minuti una vetta da cui godere un panorama completo sulla Rocca Giana, il canyon ed il resto della valle. Si riprende il sentiero e si scende verso Case Camilla (quando si incontra il cancello il percorso prevede effettivamente il suo superamento, basta richiuderlo al proprio passaggio) e successivamente attraversando un bosco misto si giunge al parcheggio completando così l’anello.
Se vuoi vedere il video dell’escursione clicca qui

02_Panorama Rocca Giana